Come e perché le famiglie italiane si ritrovano sovra indebitate?

 

I rischi legati al sovra indebitamento

 

 

Questo articolo è tratto dalla trascrizione di una parte dell’intervista che Marco Ferraro, del sito ViviDavvero.net ha fatto ad Antonino Fabio Ciaccio.

 

L’intera intervista dura circa un’ora tratta vari argomenti, [metodi alternativi per chiudere i propri debiti, crescita personale, sovra indebitamento delle famiglie, etica in tutto questo], ma ho deciso di riportare qui un passaggio in particolare rispetto a tutto il discorso in cui ci siamo soffermati principalmente su una domanda, ovvero

 

Da dove nasce il problema del sovra indebitamento delle famiglie?

 

Dalla risposta è nato un discorso che potrà interessare sicuramente ai lettori.

Trovi il video completo su questa pagina: http://www.comenonpagare.com/chiudere-i-debiti-con-metodi-alternativi/

 

(Ti chiedo solo di essere un po’ paziente e di considerare che questo post è proprio una trascrizione di un dialogo riadattato per poter essere letto)

 

Marco Ferraro: Da dove nasce il problema del sovra indebitamento?

 

Antonino Fabio Ciaccio: Faccio questo discorso parlando di una famiglia italiana media, con situazioni nella media (ma per quel che ne so io vale in generale per la maggior parte dei paesi “occidentalizzati”).

 

Il problema del sovra indebitamento chiaramente è un problema da affrontare su più livelli. In una prima area, da una parte, ci sono gli stili di vita e le le attività di marketing, chiamiamole “sfrenate”, delle aziende che, praticamente, portano all’estremo le proprie intenzioni.

 

Oggi viviamo in un’epoca in cui molte persone -forse mi sbaglierò-, non sanno più chi sono e, tra le varie cose, non ci sono neanche dei modelli di riferimento da seguire, anche se prima [… qui mi riferisco alla parte del video che non ho riportato in questo post] parlavamo di crescita personale e spirituale e quelli sono sicuramente dei modelli che possiamo fare nostri. Nonostante in Italia ci siano moltissime persone che seguono percorsi di questo tipo e cercanosi rivolgono a questo tipo di soluzioni, si tratta sempre di una minoranza.

 

Per fare un esempio, un libro di Anthony Robbins in Italia non venderà mai quanto un libro di Dan Brown, oppure adesso ad esempio, è molto di moda la saga di 50 sfumature.

 

Quindi, anche se a volte sembra di essere tanti quando si frequentano dei corsi, seminari ecc., in realtà sono molte molte di più le persone che queste opportunità non le conoscono.

 

Non ci sono modelli di riferimento da seguire, quindi, abbiamo solo la società, la pubblicità. La televisione, il cinema ecc. ci danno loro dei modelli e ci dicono loro chi siamo o chi dovremmo essere.

 

E in quest’ottica non ci vengono suggeriti dei modelli da seguire, ma ci vengono quasi imposti, anche se a livello subliminale o inconscio. E quindi ci arrivano dei messaggi su chi dobbiamo essere, come ci dobbiamo vestire, cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo fare l’aperitivo e tutte queste cose.

 

Tutto questo porta le persone a trovare uno scopo nella vita nel ricoprire quel ruolo che ci viene proposto, nell’assomigliare ai personaggi di MTV, Vanity Fair e di tutte queste realtà.

 

Se una persona non ha una chiara idea di se stesso e di cosa vuole, anche perché nella società di oggi nessuno ti insegna come fare a rispondere alle domande più importanti della vita.

 

Ecco allora che, in queste situazioni le personehanno bisogno di potersi identificare, di poter appartenere a qualcosa, fare parte di un gruppo.

 

Potersi sentire qualcuno, appartenendo a qualcosa.

 

Quindi si fa parte di quelli che tifano una certa squadra e che vanno allo stadio la domenica, quelli che hanno l’ultimo modello di un certo telefonino, quelli che si vestono in un certo modo, quelli che hanno gli occhiali – ultimamente si usano questi occhiali molto vistosi – con le montature molto particolari, oppure quelli che fanno parte di un certo partito politico, quelli che nel week end vanno in montagna, quelli che vanno a cena nei locali in centro ed è tutta una ruota così.

 

E, spesso, si fanno tutte queste cose proprio perché è importante per le persone sentirsi parte di un qualcosa, altrimenti non sei nessuno.

 

Il problema però è che, in tutto questo, il consumismo e la moda viaggiano ad una velocità che sostanzialmente è insostenibile.

 

E’ inutile che io faccia questo discorso, cioè che quando compriamo un modello di televisore, di pc o altro, sono già vecchi. Io, ad esempio, ho comprato un lettore di ebook e mi sono accorto che, nel tempo in cui me lo spedivano a casa, ne avevo già visti altri più nuovi ed evoluti.

 

Per questo motivo è un attimo sentirsi inadeguati, non riusciamo a stare dietro al passo di quello che le aziende fanno e per stare al passo, un passo velocissimo in realtà per potersi sentire qualcuno, la gente cosa fa?

 

Deve continuare a spendere e comprare, comprare e spendere e spesso ci si spinge oltre le proprie capacità e le proprie possibilità.

 

Purtroppo è cosa comune condurre uno stile di vita al di sopra di quello che le nostre possibilità ci imporrebbero.

 

Da una parte questo è uno dei due piloni su cui si poggia il sovra indebitamento delle famiglie, dall’altra c’è tutta un’altra questione, che è il sistema economico in cui ci troviamo oggi in cui l’inflazione sostanzialmente è una costante, è un qualcosa di inevitabile.

 

E, se tutto va bene, riusciamo a continuare a guadagnare lo stesso stipendio degli anni passati.

 

Qualche anno fa l’ambizione delle persone era ottenere un aumento e guadagnare di più, oggi invece bisogna tenersi stretto il proprio posto di lavoro. Quando va bene, le persone mantengono nel tempo lo stesso livello di guadagni, però il prezzo di qualunque cosa è destinato ad aumentare e il valore dei soldi che abbiamo in tasca, giorno dopo giorno, in pratica va diminuendo.

 

Il problema di fondo è che il denaro viene creato sostanzialmente solo attraverso un modo e cioè attraverso il debito.

 

Quando avevo l’agenzia immobiliare e le persone mi chiedevano come funziona il mutuo, il tasso di interesse o quando io portavo le persone in banca (e non ne vado orgoglioso) mi ricordo che in banca gli veniva detto che lo spread lo dovevano considerare il costo del denaro.

 

Praticamente se io chiedo 200.000€ per comprare la casa, mi vengono dati 200.000€ ad un certo tasso di interesse perché la banca con me fa un investimento ed io devo restituire l’investimento alla banca.

 

Quindi io devo restituire che cosa? Il tasso di interesse che mi viene richiesto dalla banca, più uno spread. Che cos’è lo spread? Il costo del denaro.

 

E’ come se ci fosse un costo su un costo (della banca).

 

Però attenzione perché questo è importante: la banca non ha delle riserve che utilizza da prestare a me o agli altri, fino a quando ne ha e poi si ferma.

 

La banca non “investe con me dei soldi” e, quindi, non è che, dato che fa su di me un investimento, abbia bisogno di un ritorno sull’investimento.

 

La banca crea dal nulla quei soldi, che io non vedrò mai!Io mi ricordo che al rogito vedevo passare questi piccoli foglietti di carta, gli assegni circolari, che passavano di mano in mano; partono da un banchiere ed arrivano ad un altro; nessuno aveva capito niente, però erano stati creati 200.000€ nuovi nel sistema, con un debito da ripagare che di solito era circa del doppio.

 

Questo è l’esempio del mutuo, può essere una cosa banale, ma su scala macro ciò che succede è la stessa cosa perché è una cosa che succede, anzi è l’unica cosa che succede quando si parla di creazione del denaro; succede con i governi, quando si parla di obbligazioni eccetera.Adesso, però, lasciamo stare questo aspetto perché è tutto un altro argomento, evito di entrare in discorsi che, magari, possono annoiare.

 

Marco Ferraro: Stai parlando di signoraggio secondario?

 

Antonino Fabio Ciaccio: si ecco, sostanzialmente si, però il concetto è che, visto che il denaro lo creano solo le banche e lo creano solo così, concettualmente noi siamo costretti a sgomitare tra di noi costantemente.

 

Perché se, per ipotesi, la popolazione necessita di 10 unità di denaro (simbolicamente), per soddisfare tutte le necessità, ma in circolazione ce ne sono solo 6 e bisogna restituirne 12, va da sé che qualcuno rimarrà con il cerino in mano (come dicevo io nella prima parte dell’intervista non trascritta) perché non ce n’è abbastanza per tutti.

 

Quindi, le nostre attività, il nostro voler crescere, il nostro voler migliorare come persone, come venditori, come consulenti, come imprenditori, come blogger, ha alla sua base l’obiettivo di sottrarre a qualcun altro, quella quantità di denaro che ci necessita.

 

Siccome negli ultimi 8/10 anni abbiamo avuto prima una fase espansiva, in cui veniva immesso molto denaro in circolazione, perché si concedeva credito (prestiti, mutui ecc.); ora invece la situazione è diametralmente opposta: c’è meno denaro in circolazione e la gente fa ancora i conti (deve ancora finire di pagare) con i debiti contratti negli anni passati, però, come detto, c’è meno denaro in circolazione, quindi le persone riescono a fare meno acquisti e diventa un circolo vizioso.

 

La crisi in questo senso (anche in altri) coinvolge tutti perché se io non posso spendere non posso acquistare servizi dagli altri, che così guadagnano meno e, a loro volta, non possono spendere in beni e servizi di altri… e via via così.

 

Quindi da un lato c’è la questione che possiamo definire socio-culturale come ho detto prima della gente che non ha un’identità e, per il bisogno di sentirsi “qualcuno”, si genera il consumismo sfrenato; dall’altro questo sistema di creazione del denaro e di decisione da parte delle banche centrali di quanto denaro ci deve essere in circolazione.

 

Questi due sono i piloni su cui, secondo me, si poggia il sistema in cui ci troviamo oggi e che, sostanzialmente, costringe una buona parte di famiglie a sovra indebitarsi anche per soddisfare le necessità primarie, quindi non per l’auto cabrio, non per la casa in campagna, al mare, non per le cose che potremmo definire non fondamentali, ma anche per le cose di primaria necessità.

 

Perché comunque oggi un debito lo abbiamo tutti in tasca, si chiamacarta di credito revolving e sempre di più le persone usano queste carte, o strumenti come questi, per pagare l’affitto, pagare la spesa, pagare la retta a scuola, tutte queste cose che sono beni fondamentali.

 

E più si utilizzano questi strumenti del debito e più ci si ritrova in quella che viene definita “la ruota del criceto” in cui molti di noi corrono senza sapere neanche dove stanno andando.

 

Ecco io credo che siano questi due gli aspetti che portano nella situazione in cui siamo.

 

Nella domanda successiva Marco Ferraro chiede Ad Antonino Fabio Ciaccio se, secondo lui, si possa considerare poco etico ciò che lui illustra nel suo ebook, ovvero come chiudere i propri debiti legalmente quando non si hanno soldi per pagare. Per conoscere la risposta, guarda il resto del video sul sito.

 

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