Lettera di decadenza del beneficio del termine

[Lettera recupero crediti] Decadenza del beneficio del termine

Le prime lettere di sollecito da parte di finanziarie e banche di solito sono prive di valore giuridico e non espongono il debitore a possibili conseguenti azioni legali per il recupero del credito. Puoi scoprire facilmente, se devi preoccuparti di un creditore, facendo attenzione alla forma e al contenuto della lettera che hai ricevuto.

 

 

La comunicazione tra creditore e debitore deve essere tracciata e rintracciabile affinché abbia valore legale, pertanto le lettere inviate per posta ordinaria possono essere considerate dei semplici avvisi innocui, sebbene non siano comunque da sottovalutare. Una lettera “ufficiale”, invece, deve essere inviata per posta raccomandata con avviso di ricevimento, di modo che sia possibile avere la prova della consegna. In realtà, persino questa forma è contestabile.

 

 

Ad ogni modo, presta attenzione se per caso hai ricevuto una lettera con oggetto”
“Comunicazione di decadenza del beneficio del termine”

 

 

Questo tipo di sollecito viene sempre inviato per raccomandata, di conseguenza dobbiamo trattarlo con le dovute contromisure affinché si possano anticipare o evitare antipatiche “sorprese”. Qui sotto trovi un modello di questa lettera per verificare se ne hai ricevuta una simile:

 

 

Società di Capitali Chi Vive Sperando Spa

Via del Sospiro n. 100 12345 Roma (Creditore)

 

Spett.le Mario Rossi

Via Verdi N. 69

12345 Roma

oppure

Società Me la caverò Srl

Via dell’Abete n. 77 12345 Roma

(Debitore)

Oggetto: Decadenza dal beneficio del termine e diffida di pagamento – Contratto di finanziamento n. 123456789

In riferimento al finanziamento in oggetto ……. di cui siamo creditori nei Vs. confronti, per X rate non pagate con decorrenza ….. dell’importo totale di € 3000,00# (Euro Tremila), e in considerazione del fatto che così facendo la debitrice si è resa gravemente inadempiente agli obblighi assunti, la Società di Capitali Chi Vive Sperando Spa, con la presente fa valere, con decorrenza immediata, la decadenza, della debitrice, dal beneficio del termine concesso diffidando contestualmente il debitore, a rimettere presso la scrivente la complessiva somma di € 12.950,00# (Euro Dodicimiladuecentocinquanta/00), comprensiva di interessi di mora e spese legali, nel termine perentorio di 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente. Con espresso avviso e diffida che, in difetto di pagamento entro il termine indicato, si darà immediatamente corso alle più opportune azioni giudiziali nei Vs. confronti per il recupero forzoso del credito, con notevole aggravio di spese a Vs. esclusivo carico.

Distinti saluti
Società di Capitali Chi Vive Sperando SpA

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Prima di inviare questo tipo di comunicazione, il creditore tenta di riscuotere il pagamento delle rate arretrate o in generale delle somme di sua “spettanza” (se gli spetta davvero è da vedere), tramite telefonate o avvisi bonari scritti (spesso con una frequenza al limite della legalità o persino oltre). Quando ha effettivamente riscontrato l’impossibilità di ricevere il pagamento, secondo le tempistiche previste dal contratto, procede con la comunicazione della decadenza del beneficio del termine. Il debitore, che nel frattempo ha già subito una forte pressione psicologica a seguito di minacciosi e incessanti solleciti, di fronte a una lettera raccomandata dal contenuto perentorio e poco comprensibile ai non addetti ai lavori, entra immediatamente in uno stato di allarme.

 

 

A questo punto crede che si stiano per attivare quelle azioni legali per cui finora era stato semplicemente minacciato verbalmente dai recupero crediti o dal direttore della banca. Ricordo ancora la prima lettera che ho ritirato all’ufficio postale, contenente una comunicazione identica a quella qui sopra e soprattutto le sensazioni che ho provato. Sono andato in tilt. Ho iniziato a pensare al peggio, credendo di essere giunto alla fine. Per fortuna, poi, ho scoperto che in realtà si tratta semplicemente di un avviso necessario per consentire al creditore di dimostrare con un documento scritto il suo tentativo di recuperare il credito insoluto.

 

 

Dopodiché ho continuato a ricevere le solite scocciature, telefonate ridondanti e solleciti per posta ordinaria, e la situazione è rimasta invariata. Non ho subito azioni legali né pignoramenti perché l’obiettivo del creditore era ben diverso. Il passaggio della decadenza del beneficio del termine serve ai fini fiscali, per la cessione del credito ad altre società e come prova dei risultati vani delle azioni di riscossione. Ovviamente questo discorso non ti autorizza a disinteressarti del tuo debito perché comunque occorre intervenire con una risposta, scongiurando i rischi. Così facendo evitiamo di restare con il dubbio di essere attaccati da un momento all’altro. Il tuo scopo sarà quello di difendere i tuoi diritti di cittadino con gli strumenti a tua disposizione. L’azione urgente indispensabile è fornire una risposta immediata, precisa ed efficace per mettere in chiaro fin da subito che tu sei senz’altro in debito ma al tempo stesso sei consapevole dei punti a tuo favore. Il tuo obiettivo sarà quello di confermare l’intenzione di voler risolvere il disguido bonariamente, evitando le vie legali, di contestare il debito se possibile o almeno di verificarne l’esattezza. Pertanto risponderai di essere più che disponibile a pagare, versando le somme realmente dovute, correttamente maturate, verificate e rettificate in caso di eventuali errori riscontrati. Questo ti sarà possibile solo attraverso la consegna da parte del creditore della documentazione completa relativa al debito presunto.

 

 

Ecco quali sono i tuoi punti di vantaggio:

  • Il debito richiesto non è dovuto finché il creditore non è in grado di provarne la sua esistenza
  • L’importo deve essere verificato, accertato e corretto prima del pagamento
  • La forma utilizzata per la richiesta, anche se si tratta di una lettera raccomanda, può essere contestata
  • Il debitore ha diritto di ricevere tutta la documentazione relativa al credito presunto (cioè non verificato)

 

 

Una corretta risposta alla lettera qui sopra ti permette di sottolineare questi elementi, mettendo in evidenza i lati deboli del tuo creditore. Ricevendo la documentazione, sebbene talvolta subirai un po’ di ostruzionismo per ottenerla, potrai controllare l’effettivo importo del debito, contestarlo e segnalare le irregolarità nel conteggio di interessi e spese. Mi riferisco a semplici verifiche che puoi fare tu stesso, tramite semplici somme e sottrazioni, come ho spiegato nel libro Cancella tutti i debiti in 12 mesi. Non ti chiedo di diventare un consulente fiscale, un ingegnere contabile o un professionista sulle anomalie finanziarie. Dovrai solo conteggiare ogni minima somma pagata per il debito che ti stanno sollecitando.

 

 

Preparerai una risposta “killer” con la quale metterai in dubbio l’esistenza del debito, l’importo richiesto e inviterai il creditore a consegnarti i documenti nel minor tempo possibile. Trovi questa lettera insieme ai suggerimenti per adattarla al tuo caso specifico nella guida

 

 

I 4 rimedi di emergenza per i debiti, in regalo insieme al libro solo fino al 15 aprile 2016.

 

 

La guida con i 4 rimedi è in formato ebook pdf e ti mostra come ribattere correttamente per bloccare le telefonate di sollecito, ti illustra i tipi di lettere che utilizzano i creditori per comunicare con te, quali possono crearti dei problemi e come scrivere una risposta. Probabilmente tu, come la maggior parte di chi ha debiti in arretrato, stai subendo la persecuzione dei creditori, lo stalking, la violazione della privacy e altri illeciti gravi, che possono ribaltare la situazione a tuo favore.

 

 

Leggi subito i 4 rimedi che ho utilizzato io e che stanno scoprendo in questi giorni centinaia di lettori del mio libro Cancella tutti i debiti in 12 mesi (1^ posto nella classifica vendite in soli 2 giorni dal lancio) in questo regalo speciale per i miei lettori più affezionati.

 

 

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